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Serie A

I risultati della Croazia sono figli di una cultura sportiva non italiana

Scritto da
William Scuotto

Dopo due podi Mondiali, i grandissimi risultati della Croazia non possono essere considerati più un semplice caso.

In attesa del bellissimo atto finale di quest’oggi tra la Francia di Mbappé e l’Argentina di Messi, la Croazia ieri sera ha battuto nella finalina per il terzo posto il sorprendente Marocco. Con il risultato di ieri, la squadra di Luka Modric ha raggiunto il secondo podio Mondiale consecutivo.

La Croazia, infatti, in Russia sfiorò la vittoria della Coppa del Mondo, visto che si fermò solo in finale dinanzi alla super Francia di Mbappé e Pogba. In tanti pensavano che il secondo posto dell’anno scorso fosse il canto del cigno di una generazione di fenomeni, ma la Nazionale croata ha saputo reinventarsi. 

Il team europeo, infatti, nel corso di questi anni, ha perso giocatori del calibro di Mandzukic e Rakitic, ma il tecnico Dalic, con l’aiuto dei senatori, ha saputo integrare in maniera ottima le nuove leve: da Gvardiol, passando per Livakovic, a Borsa Sosa. Tutti questi super risultati non sono solo merito del grandissimo lavoro CT, ma anche di una profonda cultura sportiva dell’intero paese. 

I risultati della Croazia di Modric arrivano da lontano

In Croazia, così come in tutti paesi balcanici, c’è una dedizione allo sport che nel nostro paese è assente completamente. In questo paese, infatti, praticare uno sport a livello agonistico, qualunque esso sia, è la normalità, mentre da noi chi gareggia rappresenta un’eccezione da preservare.

Non può essere un caso che una Nazione così giovane, nata nel 1991 dalla disgregazione della vecchia Jugoslavia, e con neanche 4 milioni di abitanti, raggiunga dei risultati sportivi così eccellenti. Oltre al calcio, la Croazia ha raggiunto dei livelli altissimi in altri sport di squadra: dal basket, passando per la pallamano, alla pallanuoto. 

Lì ogni ragazzo è accompagnato sin dall’adolescenza verso il mondo dello sport, il quale rappresenta un valore su cui basare l’educazione del ragazzo stesso. La competitività, il saper gareggiare entrano nella cultura di ogni croato sin da piccolo. Dal punto di vista calcistico, soprattutto in base al ridottissimo numero di abitanti, la Croazia può essere considerata come l’Uruguay europea. 

Anche ‘La Celeste’, infatti, deve attingere da un paese di poco più di 4 milioni di abitanti. Tuttavia dietro alla Nazionale croata c’è un continuo movimento che permette di sfornare continui talenti. Il team croato, di fatto, non può essere considerato una sorpresa, ma un esempio da da seguire per come lo sport sia parte integrante della vita di ogni ragazzo.

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