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Juventus, la trasformazione di Chiesa spiegata in quattro statistiche

Scritto da
Riccardo Vaccaro

La Juventus ha scoperto un nuovo Chiesa. Addio al ruolo da esterno d’attacco e spazio a una nuova vita da seconda punta. Più gol, più assist e futuro da bomber. Allegri è stato chiaro: il numero 7 bianconero è un attaccante e non un’ala

Tre gol in quattro partite e nuovo futuro in attacco. Chiesa è pronto a confermarsi nuova seconda punta di ruolo nell’attacco della Juventus. Intesa perfetta con Vlahovic e occhio anche alle nuove qualità da bomber. Allegri, intervistato ai microfoni di Dazn nelle scorse settimane, aveva così sentenziato: “Chiesa è un attaccante perchè crea pericoli quando tira in porta. Potrebbe fare dai 14 ai 16 gol”.

La trasformazione di Chiesa è già in atto, ma servirà del tempo per perfezionare movimenti, caratteristiche e intesa con Vlahovic. Solo l’attacco del Manchester City, per il momento, ha fatto meglio della coppia Chiesa-Vlahovic, ma Allegri cercherà di spingere il piede sull’acceleratore per consolidare ancora di più schemi e intesa del suo reparto offensivo.

Come è cambiato Chiesa rispetto alla passata stagione? L’ex Fiorentina, come detto, ha abbandonato quasi definitivamente il ruolo di esterno offensivo per occupare una zona più centrale. Un cambio posizione che ha portato il numero 7 della Juventus a calciare in porta con maggiore costanza e pericolosità. Occhio, però, ad alcune statistiche che confermano le caratteristiche da bomber dell’attaccante bianconero.

Chiesa, quattro statistiche che fanno sorridere la Juventus

7 dribbling riusciti in 4 partite, a testimonianza del fatto che l’attaccante bianconero ha abbandonato quasi definitivamente gli uno contro uno sulla fascia per concentrarsi prevalentemente sulla zona interna del campo. Non solo, sono ben 149 i palloni toccati da Chiesa in 317 minuti, decisamente di più rispetto alla sua media delle precedente stagioni proporzionata a quattro gare di campionato.

Spiccano anche i 60 passaggi riusciti, statistica che conferma il maggiore dialogo offensivo con Vlahovic e i suoi compagni di reparto. Infine, sono ben 79 i passaggi di prima, aspetto che sottolinea le nuove caratteristiche da attaccante nel giocare rapidamente la palla per puntare centralmente la porta avversaria.

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