Italia, inizia la nuova era Malagò. Ecco perché Conte e Maldini sarebbero l’inizio perfetto per il nuovo presidente.
Inizia ufficialmente l’era di Giovanni Malagò, scelto ufficialmente dopo le conferme degli scorsi mesi come presidente della FIGC. L’obbiettivo è riportate l’Italia ai vertici del calcio mondiale. Un lavoro, come mostrano le esclusioni mondiali, tutt’altro che semplice. Bisognerà lavorare su molti livelli. Innegabilmente, la scelta del nuovo tecnico e dei nuovi dirigenti della nazionale sono gli aspetti che, almeno sull’immediato, destano maggiore curiosità agli occhi del pubblico (per gli altri, moltissimi fattori da sistemare servirà ben più tempo). 
Secondo quanto riportato sulla Gazzetta dello Sport, il nuovo presidente avrebbe in mente due mosse importanti per iniziare il nuovo ciclo: la prima è affidare a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico della nazionale. Per quanto riguarda il ruolo di commissario tecnico, invece, Antonio Conte potrebbe scavalcare nelle gerarchie Roberto Mancini, che sembrava essere favorito negli scorsi giorni.
Al di là del responso (alcuni parlano già di Maldini non orientato ad accettare la proposta) convincere due profili simili accettare la Nazionale e ripartire da questo sarebbe un biglietto da visita non indifferente per il nuovo corso azzurro.
Maldini e Conte, competenze e credibilità
Paolo Maldini non è solo uno dei giocatori simbolo della storia della nazionale e del nostro calcio. Nella sua esperienza da dirigente al Milan ha dimostrato di saper portare intelligenza e competenze anche dietro la scrivania e di non essere solo un ex calciatore messo li a fare da figurina o disposto a scendere a compromessi. Il suo arrivo porterebbe autorevolezza, e la consapevolezza di avere al comando qualcuno non disposto a chiudere gli occhi di fronte ai problemi del calcio italiano o a piegarsi a dinamiche che poco hanno a che fare con le logiche di campo. 
Discorso, sotto questo aspetto, simile per Antonio Conte, che ha sempre chiesto, anche a costo di andare allo scontro, il massimo alle sue società (e allo stesso ambiente della nazionale nel suo passato da ct azzurro). Il suo ritorno vorrebbe dire avere un allenatore di grande profilo, notoriamente vincente, che ha già dimostrato di saper guidare con successo la Nazionale pur senza avere a disposizione i Baggio o i Del Piero tanto rimpianti in questi anni. La credibilità di Maldini e Conte, insomma, sarebbe benzina importante per far ripartire la macchina azzurra dopo i disastri degli ultimi snni.

