Milan, Caldara: “Champions come liberazione. Sono in debito con il club”

Mattia Caldara ©Getty Images
Mattia Caldara ©Getty Images

CALDARA – Intervistato ai microfoni di SportMediaset, Mattia Caldara, difensore del Milan, ha parlato del suo obiettivo per questo finale di stagione, portare il club rossonero in Champions League: “Per me significherebbe tantissimo, da una stagione da dimenticare diventerebbe una stagione da ricordare, vorrei dare una mano al Milan a tornare in Champions dopo un po’ di anni. Per me sarebbe davvero una liberazione interiore perché mi sento in debito con la società, i tifosi e il mister, non sono riuscito a dare quello che volevo, quindi per me sarebbe bellissimo”.

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Milan, Caldara: “Voglio restare qui per dare a questa società quello che merita”

Il centrale rossonero ha quindi proseguito sul suo futuro: “Voglio assolutamente rimanere qui perché non sono riuscito a dare quello che questa società merita e quindi adesso che sto bene spero davvero di riuscirci. Se crediamo alla Champions? Per forza! Siamo quarti in classifica, è vero che veniamo da alcuni risultati negativi, ma abbiamo tutto nelle nostre mani, dipende solo da noi”.

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Milan, Caldara: “Fischi e ululati fanno male al calcio”

Caldara ha infine detto la sua sugli episodi di razzismo occorsi ai propri compagni di squadra, Tiémoué Bakayoko e Franck Kessie in Milan-Lazio, semifinale di ritorno di Coppa Italia: “Sì, certo che li abbiamo sentiti, ogni volta che toccavano palla si sentivano fischi e ululati e purtroppo è una cosa che fa male al calcio italiano. Non sono i calciatori che devono farlo notare all’arbitro, ci sono degli organi preposti per fare appunto queste cose. Ma purtroppo è successo comunque ed è stato brutto”.