Serie A, taglio stipendi: -33% sugli ingaggi, Tommasi sbotta contro la Lega

MILAN, ITALY - MARCH 08: General view of the empty stadium according to the rules to limit the spread of Covid-19 during the Serie A match between AC Milan and Genoa CFC at Stadio Giuseppe Meazza on March 8, 2020 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images )

SERIE A TAGLI STIPENDI- Come annunciato da un comunicato della Lega, i giocatori dovranno rinunciare a 1/6 del loro stipendio in caso di ripresa del campionato, mente dovranno rinunciare a 1/3 del loro ingaggio in caso di definitiva sospensione delle attività sportive.

Una decisione che ha fatto infuriare il presidente dell’Aic, Damiano Tommasi:“I giocatori stavano già trattando, questo comportamento mi pare una follia”. Queste le sue parole rilasciate ai microfoni di “Ansa.”

Tommasi ha poi aggiunto: “Se le società di serie A si devono trovare in assemblea per dire che non pagheranno gli stipendi, quando in realtà a tu per tu con i giocatori i singoli club stanno cercando accordi di buon senso, è molto preoccupante.Come ha detto Messi, non riesco a capire la logica imprenditoriale alla base di questo comportamento: mettere in cattiva luce i giocatori, principali protagonisti dello spettacolo, quando tutti o quasi stanno già discutendo con i club come uscire insieme da questa crisi…mi pare una follia”.

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Serie A taglio stipendi: il comunicato della Lega

Come accennato, nella giornata di ieri la Lega di Serie A ha diramato il comunicato ufficiale sul taglio degli stipendi, specificando in maniera totale tutti i dettagli ella decisione dell’assemblea:

“In linea con le azioni volte a diminuire il costo lavoro adottate a livello nazionale e internazionale, la Lega Serie A ha deliberato oggi, all’unanimità con esclusione della Juventus che ha già raggiunto un accordo coi propri giocatori, una comune linea di indirizzo per contenere l’importo rappresentato dagli emolumenti di calciatori, allenatori e tesserati delle prime squadre”.

“Questo intervento, necessario per salvaguardare il futuro dell’intero sistema calcistico italiano, prevede una riduzione pari a 1/3 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 4 mensilità medie onnicomprensive) nel caso non si possa riprendere l’attività sportiva, e una riduzione di 1/6 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 2 mensilità medie onnicomprensive) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 2019/2020. Resta inteso che i Club definiranno direttamente gli accordi con i propri tesserati”.