Milan, Hauge e quel destino alla Ilicic

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Hauge (Getty Images)

Il Milan si gode la stellina Hauge, protagonista col Celtic. La sua storia ricorda quella di Ilicic quando arrivò a Palermo

Nel silenzio del mercato è arrivato Jens Petter Hauge, 21 anni, attaccante norvegese dalla folta chioma bionda e una timidezza solo apparente. Poche partite, tre gol. Con il Celtic, in Champions League, una perla assoluta più l’assist per Diaz. Avvio di stagione straordinario per un calciatore che s’è messo la maglia del Milan senza far rumore, a qualcuno sarà anche sfuggito il suo acquisto, ma ora se ne sono accorti tutti.

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Milan, Hauge come Ilicic: quando il destino fa il mercato

La storia di Hauge ricorda, in parte, quella di Ilicic. Entrambi sono arrivati in Italia dopo essere già stati in Italia. Merito del destino, di una pallina, di un sorteggio. Il Milan avrà certamente scoperto Hauge mesi fa, ma ad agosto, durante il preliminare di Europa League contro il Bodo Glimt, col calciatore in gol, avrà avuto conferma delle qualità di questo ragazzo, convincendosi ad acquistarlo pochi giorni dopo.

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Hauge in gol col Napoli (Getty Images)

La stessa cosa accadde con Ilicic e il Palermo: i rosanero affrontarono il Maribor in Europa League, lo sloveno fece bene, come Bacinovic, e pochi giorni dopo i due tornarono in Italia, per restarci, acquistati da Zamparini. Era il 2010. Ilicic, da allora, è diventato italiano acquisito, ha cambiato diverse squadre, s’è consacrato a Bergamo, con l’Atalanta. Un calciatore di grande talento che forse, senza quell’incrocio europeo, non avrebbe mai avuto la possibilità di conoscere il grande calcio, oppure lo avrebbe scoperto in ritardo, tra rimpianti e osservatori pigri.

Il Milan si gode Hauge, un gioiellino di personalità e classe. In poche presenze ha già dimostrato tutto il suo valore. Oltre alle qualità tecniche, indiscutibili, colpisce il suo carattere, la sua grande capacità di essersi subito mimetizzato nel contesto, senza sfigurare o soffrire l’età o i nuovi ritmi a cui si dovrà comunque abituare del tutto. Una bella intuizione di Maldini e soci, in attesa di ulteriori conferme. Ma le premesse sono già importanti.

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