Maradona, l’accusa dell’avvocato Baqué: “È stato ucciso”

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Diego Armando Maradona in una sfida con il Milan (GettyImages)

In una televisione napoletana ieri ha parlato l’avvocato dell’infermiera Madrid, Baqué, che ha lanciato gravi accuse ai medici di Maradona

L’accusa dell’avvocato Rodolfo Baqué riguardo alla morte di Diego Armando Maradona è di quelle pesanti e avrà degli strascichi per diversi giorni. L’avvocato dell’infermiera Gisela Madrid ieri è intervenuto su Canale 21 durante la trasmissione Campania Sport e ha ricostruito l’ultimo periodo della vita di Maradona.

Le sue parole sono pesanti come macigni: “Fin da subito si è cercato di addossare le colpe sull’infermiera sostenendo che non avesse chiamato in tempo l’ambulanza. Come legali della signora Madrid abbiamo segnalato le irregolarità che hanno portato alla sua morte. Maradona è stato ucciso o almeno si è trattato di un omicidio colposo per tutte le imprecisioni commesse. Aveva 118 pulsazioni al minuto a riposo e nonostante ciò non ha ricevuto nessuna medicina per attenuare questo problema. Il reato di omicidio colposo da parte dei medici alla fine sarà dimostrato. Diego era dipendente dall’alcol, non poteva assumere delle decisioni per conto suo”.

La vicenda secondo Baqué continuerà ancora a lungo: “Fra 2-3 mesi sapremo con esattezza la lista degli indagati ma saranno necessari almeno 2-3 anni per risolvere questa situazione”.

L’avvocato ha inoltre confermato un retroscena: “Prima dell’operazione due cliniche si erano rifiutate di operarlo sostenendo che l’ematoma si sarebbe assorbito da solo. La clinica che si è occupata dell’operazione non doveva dimetterlo”.

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Un omaggio postumo al Pibe de Oro Maradona (GettyImages)

L’avvocato Baqué sulla morte di Maradona: “Assurdo avallare la sua decisione di restare solo”

Gli ultimi giorni di Maradona sono trascorsi in una casa spartana alla quale si sono avvicinati pochi affetti: “Nel posto in cui viveva – ha detto ancora Baqué – c’era soltanto un bagno chimico. Non c’era però un’ambulanza né un defibrillatore. In un primo momento lo hanno visitato Luque, un medico clinico e un nutrizionista ma dopo la seconda caduta non è stato più visitato ed è stato lasciato a letto, a riposare. Alcune volte in quei giorni sono venuti a trovarlo le figlie Giannina e Jana mentre Dalma non è mai passata. Così come Claudia, che avendone chiesto una misura restrittiva non poteva avvicinarsi all’appartamento”.

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Infine, l’avvocato di Gisela Madrid rivela un altro particolare grave: “Il 16 novembre ha chiesto a queste persone di andare via e ciò che è più grave è che la sua richiesta è stata accettata dai medici. A Gisela era impedito di stare con Diego 24 ore al giorno per ordine medico.

Le ultime terribili ore: “Quando ha preso servizio alle 7.30 ha sentito i suoi passi in camera quando si è alzato per andare in bagno ma alle 11.30, quando è entrata in camera con la psicologa, Maradona non rispondeva e aveva una mano fredda. Gisela ha provato a fare la manovra di rianimazione e sono stati chiamati i soccorsi. Diego non è mai uscito dalla sua stanza in quei giorni. Il video in cui salutava quel bambino sono datate”.