Accardi, il giovane ds che vola verso la A: “L’Empoli deve molto a Sarri”

Accardi in panchina al Castellani
Pietro Accardi (Getty Images)

Pietro Accardi, direttore sportivo dell’Empoli, ha rilasciato un’intervista al portale l’Ultimo Uomo dove si è soffermato anche su Maurizio Sarri

I risultati che Pietro Accardi sta ottenendo come direttore sportivo dell’Empoli sono sotto gli occhi di tutti.  L’ex calciatore, ritiratosi dal calcio giocato nel 2014 (quando militava proprio nel club toscano con Maurizio Sarri allenatore) a 31 anni. Nell’Empoli ha svolto prima il ruolo di team manager e poi dopo due anni ne è diventato dirigente.

Accardi è tra i dirigenti più in voga in questo momento nel mondo del calcio. Con il suo lavoro gli azzurri si sono alternati tra Serie A e Serie B. Molti i colpi, sia in entrata che in uscita , per il ds: i vari Di Lorenzo, Tello, Bennacer, Zajc, Ciccio Caputo, La Gumina e Leonardo Mancuso sono tutti giocatori della sua gestione.

In questa stagione si stanno raccogliendo tutti i frutti del suo lavoro, fatto di programmazione e cura ad ogni minimo dettaglio: L’Empoli, con tanti giovani e come allenatore l’ex Venezia Alessio Dionisi, è primo in classifica nel campionato di Serie B dove vince, gioca bene e fa divertire.

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Accardi ha rilasciato un’intervista al portale Ultimo Uomo dove ha parlato anche di Maurizio Sarri, fondamentale per la sua crescita sia personale che lavorativa:

Sarri a Cagliari
Maurizio Sarri (Getty Images)

”La crescita dell’Empoli è dovuta molto a Maurizio”

‘Quando sono arrivato all’Empoli, Sarri aveva fatto tanta Serie C e pochissima Serie B e cercavano un calciatore esperto che potesse aiutare la squadra ma stavo male per via di un infortunio al ginocchio che  portavo dietro da dieci anni. Quando ho capito che non potevo più dare niente da calciatore ho iniziato a fare da collante tra la squadra, tecnico e società. Questa cosa penso sia piaciuta a Maurizio, a Carli e al presidente Corsi, che mi ha dato l’opportunità di affiancare il direttore sportivo e che in questi anni mi ha supportato e sostenuto. È chiaro che il rapporto di stima che si era instaurato con Maurizio ha fatto la differenza”.

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Il dirigente si è poi dilungato sulla commistione tra Sarri e l’ambiente Empoli:‘Il 4-3-1-2 nasce con Sarri. Perché se è vero che la società ha dato tanto a Sarri, è anche vero che Sarri ha dato molto a questa società. Credo che la crescita dell’Empoli negli ultimi otto anni sia dovuta molto a lui. Anche l’Empoli ha dato a Sarri, lo ha fatto crescere. Quando Maurizio è stato ingaggiato come allenatore dell’Empoli si portava dietro delle dicerie: che era un allenatore cupo, che aveva dei suoi schemi mentali e oltre non riusciva ad andare. Da questo punto di vista Carli l’ha aiutato tantissimo. Sarri  al 4-3-1-2 ci è arrivato capendo le caratteristiche dei giocatori. All’inizio voleva  fare il suo modulo: il 4-2-3-1 o il 4-4-2. Ogni allenatore si porta dietro il suo credo e le proprie idee. Molto spesso si fa anche fatica a fargli cambiare idea. Ognuno di noi ha le proprie certezze”.

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Accardi spiega com’è stato gestito il dopo Sarri: ”Quando è andato via Maurizio noi parte della squadra ce l’avevamo. Il nostro lavoro è quello di capire le caratteristiche dei calciatori e di metterli nelle condizioni per giocare al massimo delle loro possibilità. Se ho a disposizione una squadra con un trequartista forte, a quel tempo c’era Saponara, devo prendere un allenatore che possa lavorare sulla prospettiva del trequartista. Non ingaggio un mister che utilizza un altro modulo perché ho un giocatore di proprietà in quel ruolo. Il modulo per noi lo fanno le caratteristiche dei giocatori”.