Clamoroso: 15 positivi al Covid e non c’è il portiere, ma si gioca lo stesso

pallone igienizzato
pallone igienizzato (Getty Images)

Allarme Covid in Argentina: 15 positivi nel Boca Juniors non bastano per vedere rinviato il Superclasico contro il River Plate

Neppure un lungo elenco di positivi ha convinto i vertici del calcio argentino a sospendere una delle partite più sentite dell’anno. Il Superclasico tra Boca Juniors e River Plate, in programma questa sera nella Copa de la Liga, gara valida per i quarti di finale, si giocherà ugualmente, nonostante il River sia decimato. Non ha 15 giocatori, annunciati positivi sui social, e non ha neppure un portiere. Il tecnico Gallardo, infatti, sarà costretto a fare affidamento su Diaz, 21 anni, portiere numero due della seconda squadra.

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Allarme Covid, ma si gioca lo stesso

L’elenco di indisponibili perché positivi è folto: Franco Armani, Paulo Díaz, Federico Girotti, Enrique Bologna, Germán Lux, Robert Rojas, Nicolás De La Cruz, Rafael Borré, Bruno Zuculini, Tomás Castro Ponce, Matías Suárez, Benjamín Rollheiser, Agustín Palavecino, Franco Petroli e Santiago Simón. In Italia, questo numero di positivi sarebbe sufficiente per rinviare la partita. In Argentina no. La cosa fa discutere. Giocare sarà un rischio per i calciatori del Boca Juniors.

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Tutto era nato, nei giorni scorsi, con la positività del preparatore dei portieri, che aveva fatto scattare l’allarme. Poi sabato c’è stato l’annuncio della positività dei 15 calciatori che non potranno esserci, questa sera, nel Superclasico. Una partita mai banale, oggi ancora di più.