Versiero: “Multiproprietà, il problema non riguarda solo Lotito” | ANews

Lotito parla ad un convegno
Claudio Lotito (Getty Images)

Oggi il Consiglio Federale stabilirà il verdetto sulla questione Salernitana, Lotito è al lavoro per proteggere la serie A. 

Non c’è solo il caso Lazio/Salernitana, la multiproprietà è un tema costante che riguarda tutto il mondo del calcio.

Per capirne di più, ne abbiamo parlato con Fabrizio Versiero, esperto di analisi economico-finanziaria dei bilanci delle società sportive, ha partecipato alla redazione del Report Calcio in collaborazione con AREL e FIGC dal 2014 al 2018 e vanta numerose esperienze da consulente presso società di calcio professionistiche.

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Lotito guarda la partita della Salernitana
Claudio Lotito (Getty Images)

“Non bastano le Noif a risolvere il problema della multiproprietà”

Come si è arrivati alla situazione di mettere in dubbio la promozione della Salernitana, acquisita sul campo a seguito di una brillante stagione ?

“Se da un lato la presenza delle NOIF nell’ordinamento sportivo rappresenta un punto di riferimento consolidato e certo, dall’altro dovremmo ammettere e prendere coscienza che tali norme presentano difficoltà notevoli ad integrarsi con il mondo delle società di capitali.

Ed anche sul tema delle multiproprietà, le disposizioni transitorie connesse alle NOIF avevano consentito una temporanea ammissibilità delle multiproprietà, a condizione che i club sportivi sottoposti a comune controllo non andassero a competere nella stessa categoria/campionato di riferimento”

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Questa situazione come può essere risolta per i campionati e le competizioni nazionali future?

“Ad inizio maggio, la FIGC ha chiarito le regole del gioco per le prossime stagioni, escludendo la possibilità di nuove e future multiproprietà all’interno dell’ordinamento sportivo nazionale. Tuttavia, il tema resta di piena attualità. È noto ormai a tutto il pubblico sportivo che vi sono altri casi di multiproprietà, suddivisi su competizioni sportive oggi “indipendenti” (vedi Napoli e Bari, poste sotto il controllo di Filmauro, ma che disputano campionati professionistici differenti), ma che in futuro potrebbero configurare una fattispecie identica a quella alla quale stiamo assistendo nel caso Lazio-Salernitana”

I tifosi della Salernitana festeggiano la serie A
Salernitana festa (Getty Images)

“Il caso di Lotito è di facile lettura ma serve l’analisi dei contratti, questo controllo non viene fatto”

Nel dettaglio, quali sono i limiti imposti dall’art. 16-bis delle NOIF sul tema multiproprietà?

Nella sostanza, non è consentita l’ammissione al campionato dei club con partecipazioni o gestioni che determinino in capo al medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera professionistica o dilettantistica. In tal senso, il caso Lazio-Salernitana è di facile lettura per gli organi della FIGC, in quanto, già nelle stagioni sportive passate, si era preso atto dell’esistenza di un legame di controllo tra le due società sportive, identificabile attraverso il grado di parentela tra la famiglia Lotito (azionista di controllo della S.S. Lazio) e la famiglia Mezzaroma (azionista di controllo della U.S. Salernitana 1919). Ma vi sono potenzialmente numerosi schemi e fattispecie-tipo che andrebbero verificate nel rispetto dell’art. 16-bis delle NOIF”

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A quali casi si riferisce in particolare?

Di fatto la norma sportiva in esame richiama le fattispecie di controllo societario “interno” ed “esterno” previste ex art. 2359 del codice civile. Se da una parte l’identificazione del soggetto deputato al controllo interno può essere immediata e facilmente accessibile mediante la consultazione delle informazioni pubblicamente disponibili (visure camerali, atti societari, bilanci depositati e così via), lo stesso non può dirsi nelle fattispecie di controllo esterno. Ad esempio, nel controllo esterno rientra il c.d. “controllo contrattuale”, situazione nella quale bisognerebbe valutare preliminarmente quali siano in concreto gli effetti prodotti da un determinato contratto sull’assetto proprietario del club.

“Ogni contratto potrebbe avere clausole da multiproprietà”

Cosa si intende per controllo contrattuale?

Il controllo contrattuale (di cui all’art. 2359, comma 1, n. 3) fa riferimento nello specifico a quei rapporti contrattuali “la cui costituzione ed il cui perdurare rappresentino la condizione di esistenza e di sopravvivenza della capacità di impresa della società controllata” (Suprema Corte di Cassazione del 27 settembre 2001, sentenza n. 12094).

E questo come impatta sui club sportivi?

Nel sistema sportivo, dovrebbero essere passati in rassegna tutti gli accordi contrattuali che ciascun club va a concludere nella stagione sportiva di riferimento. Questo perché proprio ai sensi delle NOIF non è possibile che si configuri alcun tipo di situazione di comune controllo, anche laddove fosse legata ad un contratto o ad un accordo che consenta comunque l’esercizio di una influenza dominante di un club sull’altro. L’analisi dei contratti consentirebbe di verificare e di concludere sulla sussistenza o meno di un’influenza dominante. Oggi quest’attività non viene svolta.

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Chiaro, ma ciò vuol dire che potenzialmente ogni contratto può presentare clausole tali da configurare una multiproprietà?

“Potenzialmente si. Per intenderci, anche la conclusione di una compravendita di calciatori potrebbe portare in taluni casi a rivelare la presenza di un’influenza dominante tra due o più club. È bene comunque precisare che il controllo contrattuale va sempre escluso nei casi in cui il soggetto (presunto) controllato, in considerazione delle sue dimensioni e delle singole pattuizioni in essere con la (presunta) controllante, sia in condizione di liberarsi dal vincolo contrattuale e comunque di effettuare scelte imprenditoriali svincolate dalla capacità impositive della propria controparte. In questi casi, non possiamo configurare alcun elemento da porre alla base dell’influenza dominante”

“Con i forensic accountant si può misurare l’influenza dominante”

A questo punto però, come si misura l’influenza dominante?

“Non abbiamo un parametro algebrico e matematico per i club: si parla di influenza dominante nei casi in cui l’influenza esercitata sulla base del contratto sia di intensità tale da limitare l’autonomia della controllata in modo tanto significativo da far presumere che anche le scelte in merito alla gestione delle partecipazioni dalla stessa detenute rimarranno travolte dal predominio esercitato dalla controllante”

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Tenuto conto che l’individuazione delle situazioni di controllo sopra riportate richiede un’analisi approfondita all’interno della struttura organizzativa e documentale del club, quali procedure possono essere scelte da mettere da parte degli organi di controllo della FIGC per prevenire o identificare prontamente le situazioni di dubbia legittimità ex art. 16-bis delle NOIF?

“Un riscontro di indubbia efficacia risiede nell’analisi preventiva degli assetti proprietari e di governance che può (e deve) essere svolta dalla figura di specialisti c.d. “forensic”. È opportuno che il sistema sportivo si avvalga delle attività svolte da questi professionisti, in grado di potersi relazionare correntemente con gli organi della FIGC”