Quando un rigore può essere il più bel gesto di fair play

Lindelof aiuta Ibrahimovic
Lindelof ed Ibrahimovic (Getty Images)

Il fair play non è presente solo durante le Olimpiadi, ma anche nel mondo del calcio. Ecco alcuni episodi entrati nella storia.

Il calcio a causa della Pandemia sta affrontando una dura crisi economica. La mancanza dei ricavi ha portato gravi difficoltà a tutte le squadre. Euro 2020 è stata la manifestazione che ha riportato il pubblico a riempire gli stadi ed è stata l’ennesima dimostrazione che i tifosi sono l’essenza del calcio.

Questi sono i giorni delle Olimpiadi di Tokyo 2020 che si stanno disputando senza pubblico. Durante le varie gare si sta sentendo la mancanza delle urla, degli applausi dei tifosi. Il fair play non è una caratterstica che riguarda solo il cosiddetto ‘spirito olimpico’, ma anche nel calcio. Infatti, anche nello sport più amato al mondo ci sono stati vari episodi di fair play.

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Musso aiuta Quagliarella
Musso e Quagliarella (Getty Images)

Il fair play di Flower che emozionò tutti durante un Arsenal-Liverpool

Varie volte nel calcio ci sono stati grandi esempi di fair play: interrompere un’azione d’attacco mentre un avversario è steso al suolo, far cambiare una decisione a proprio favore dell’arbitro o sbagliare un rigore apposta. Quest’ultimo esempio è che quello rimane più indelebile nella storia del calcio perché il penalty rappresenta l’occasione più ghiotta di una squadra per realizzare una rete.

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Il più celebre rigore sbagliato di proprosito è stato quello di Robbie Flower nel 1997. All’attaccante del Liverpool, durante una partita contro l’Arsenal e sull’0-1 per i Reds, fu assegnato un rigore per un fallo di Seaman, ma Flower fece cenno di no all’arbitro. Il direttore di gara non cambiò idea ed assegnò comunque il rigore.

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Flower si presentò sul dischetto e sbagliò di proposito il penalty, ma sulla respinta di Seaman intervenne in tap-in McAteer che segnò. La partita poi si concluse con la vittoria del Liverpool per 1-2, ma quel match entrò nella storia del calcio per la testardaggine di Robbie Flower a mantenere uno ‘spirito olimpico’.