È arrivato un triste messaggio per Antonio Conte

Conte arrabbiato
Conte (Getty Images)

L’Inter vista contro la Fiorentina è stata speculare a quella di Conte: ma con Inzaghi vince anche sul bilancio

La stagione è inevitabilmente ancora molto lunga. Quello che, però, sta mostrando l’Inter in queste prime giornate di campionato (oltre che in Champions contro il Real) è una squadra che ha un roster chiaramente inferiore per le partenze di Lukaku ed Hakimi, ma intatte possibilità di rientrare in campionato.

La vittoria maturata ieri al Franchi contro un’ottima Fiorentina è stato lo specchio che la nuova Inter di Simone Inzaghi non sa vincere solo esprimendo un calcio armonioso, articolato e palleggiato. Sa farlo come se fosse, ancora l’Inter di Antonio Conte. Nella gara di ieri, complici un’inevitabile accumulo di tossine nelle gambe di molti dei titolari, s’è vista una squadra con un baricentro basso, che si è appoggiata su Dzeko per alzarsi e ripartire, che ha cercato molto il lavoro degli esterni per chiudere un azione doveva vedere la partecipazione di pochi e veloci uomini in ripartenza. Inoltre, lo sfruttamento intensivo della maggiore fisicità, in particolare sulle palle inattive, ha completato un quadro chiaro. Ieri l’Inter di Simone Inzaghi ha dimostrato di saper trovare i tre punti con gli stessi metodi di quella di Conte.

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Inzaghi inter
Inzaghi (Getty Images)

Inter, un addio non così doloroso

Nel post partita, l’ex tecnico della Lazio, consapevole di come la gara è stata vinta, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. Ha parlato di un’Inter che era stata considerata inferiore alle altre big per gli addii eccellenti. Ovviamente non ha menzionato il suo predecessore. Ha lasciato, però, intendere che ha letto ed ascoltato tutti coloro i quali hanno sostenuto come l’addio del tecnico salentino potesse pesare in ottica scudetto.

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Al momento, invece, l’upgrade vissuto nel gioco, con una capacità diversa di gestire il pallone, di avere una manovra più vicina a quella delle grandi d’Europa si è sposato con la forza di saper soffrire. Questo Inzaghi non si sente inferiore a Conte, nonostante da più parti venga ancora visto con il sospetto di chi non ha mai vinto uno scudetto. Uno stimolo in più per l’allenatore piacentino, che ha abbracciato l’Inter proprio per dimostrare di non essere inferiore a tecnici più blasonati.

Tutto questo si traduce in un enorme vantaggio per l’Inter, che oltre ad aver consolidato i conti con le cessioni eccellenti, ha diminuito il monte ingaggi, in particolare guardando alla voce costi allenatore, arrivando a risparmiare una trentina di milioni lordi. Un balsamo rigenerante per Suning e per la gestione Marotta.