Perché la Lazio ha smesso di brillare (lo ha spiegato Inzaghi)

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Lazio (Getty Images)

La Lazio ha perso le ultime due di campionato all’Olimpico: dopo il Covid, il rendimento in Serie A è notevolmente calato

Esiste una Lazio prima del Covid e una dalla pandemia in poi. I risultati, in campionato, sono sorprendentemente diversi. La squadra di Inzaghi, che fino a marzo brillava sognando con merito lo scudetto, dopo s’è persa, ha smesso di esaltarsi, pur continuando a vincere con qualche frenata di troppo. L’impressione dello scorso anno è la stessa di questi giorni: la Lazio è discontinua, paga anche la Champions, ha raccolto una serie di delusioni che vanno analizzate. Ne ha parlato anche Inzaghi dopo l’ultima sconfitta contro il Verona.

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Lazio, Inzaghi spiega le difficoltà in campionato

La Lazio, con una partita in più rispetto alle rivali, è all’ottavo posto a quota 17 punti, a -9 dal Milan (che stasera affronterà il Parma) e a 3 punti dal Napoli quarto (che ha un punto in meno, che alle 15 affronta la Sampdoria e ha l’incognita della gara con la Juve). La posizione in classifica non è preoccupante, ma autorizza riflessioni: perché la Lazio non è più brillante? Nelle ultime cinque partite ha ottenuto appena sei punti, dall’inizio del campionato ha già rimediato cinque sconfitte, nelle ultime due casalinghe ha perso con Udinese e Verona.

Simone Inzaghi
Simone Inzaghi – GettyImages

Inzaghi, dopo il ko coi ragazzi di Juric, ha avanzato un’ipotesi: “Prima, coi tifosi, eravamo infallibili. Ora ne risentiamo perché abbiamo tanti giocatori umorali”. Una considerazione singolare per una squadra di Serie A, con calciatori che, sulla carta, dovrebbero affrontare ogni partita al massimo a prescindere dai condizionamenti ambientali.

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Ma la verità di Inzaghi è anche interessante: il calcio, sport d’emozioni, sta perdendo tanto senza i tifosi, ne risente chi sogna e non recita un copione freddo. La Lazio, che non era partita per vincere lo scudetto, un anno fa ci credeva. Ogni partita era una gioia. Col Covid è cambiato tutto. Per tutti.