“12 punti di penalizzazione”, la Lazio trema

Lazio, Claudio Lotito parla in conferenza stampa
Claudio Lotito - Lazio (Getty Images)

Prende avvio il procedimento sportivo sui tamponi, che coinvolge la Lazio di fronte alla Procura. La FIGC chiede punti di penalizzazione e l’inibizione di Lotito per mancato rispetto delle norme di tutela della salute.

Claudio Lotito in rappresentanza della Lazio sarà protagonista davanti alla Procura della FIGC, a causa della vicenda tamponi di alcuni mesi fa. Si ritiene, infatti, che la società biancoceleste non abbia rispettato a dovere i protocolli di sicurezza e tutela della salute nell’ambito dell’emergenza COVID-19. In particolar modo, non ci sarebbe stata la dovuta chiarezza nei contatti con l’ASL rispetto alla ricezione dei positivi al coronavirus e quindi delle misure di isolamento da applicare.

L’accusa che muove la Procura si fonda su ben 460 pagine, secondo quanto riferisce Il Messaggero. In queste si dettaglia sulle ispezioni a Formello e i vari interrogatori con referti dei tampini di ciascuno calciatore e tesserato della Lazio. Dalla FIGC sarebbero pronti a chiedere 12 punti totali di penalizzazione al club, 6 per ognuno dei due capi d’accusa, più l’inibizione del presidente Claudio Lotito. 

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Caso tamponi, la Lazio può ricevere una penalizzazione di 12 punti

Al momento la società della capitale già risulta deferita dalla Procura per non aver comunicato all’ASL e non aver fatto partite la quarantena con isolamento di 8 calciatori positivi ai tamponi in occasione della sfida di Champions League del 28 ottobre 2020 contro il Bruges e quella contro lo Zenit in programma il 4 novembre del 2020. Inoltre, la Lazio avrebbe ripetuto lo stesso comportamento di omissione al momento della positività al virus di Immobile, Leiva e Strakosha. Ciò prima del match di campionato contro il Torino, schedulato per il 1 novembre del 2020 e l’omissione di un ulteriore contagiato, infine, per il match dell’8 novembre 2020 contro la Juventus.

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Le accuse e la difesa

Lotito in conferenza stampa
Claudio Lotito (Getty Images)

Le accuse sono piuttosto pesanti, ma pare che la società abbia già pronto il contrattacco: deciderà di puntare su un vuoto normativo all’interno del protocollo della FIGC. Vale a dire la sua mancata approvazione da parte del CONI. Inoltre, il club di Lotito si avvarrà di varie testimonianze. Bisognerà capire se sarà sufficiente, poiché in effetti secondo le anticipazioni de Il Messaggero, la Procura potrà provare ben due circostanze. Innanzitutto, la mancanza di comunicazione con l’ASL fino al 6 novembre 2020, poi varie contraddizioni per i tamponi del 30 ottobre 2020. In quel momento il medico sociale Fabio Rodia aveva dichiarato, infatti, che tutto il gruppo squadra era risultato negativo. Tuttavia, il presidente Lotito aveva confermato, invece, la positività di Escalante, Vavro e Djavan Anderson.

Il numero uno della Lazio è sicuro delle sue possibilità, ma rischia l’inibizione da ogni carica dirigenziale per un interno anno e la Lazio una caduta libera in classifica per un massimo di 12 punti.