“Difficile perdonarli”: Mourinho spiega il castigo e lancia un’altra frecciata

Josè Mourinho
José Mourinho (Getty Images)

L’analisi dell’allenatore della Roma dopo il pareggio contro il Napoli; Mourinho ha parlato anche dei cinque calciatori che ha deciso di lasciare in tribuna stasera.

José Mourinho, tecnico della Roma, in conferenza stampa ha commentato il pareggio ottenuto contro il Napoli. Una sfida disputata ad altissimi livelli da entrambe le parti, ragion per cui lo 0-0 è apparso come un risultato più che giusto e positivo, sebbene le squadre stiano vivendo due momenti completamente diversi.

Tutte le news sulla SERIE A e non solo: CLICCA QUI!

Roma-Napoli, il commento di Mourinho sul match e i 5 finiti in tribuna

Mourinho durante Roma-Napoli
José Mourinho, Roma-Napoli (Getty Images)

L’allenatore ha commentato alla stampa: “La partita mi è piaciuta, è stata di alto livello sia fisicamente che tatticamente. Pareggio giusto, ci sono state occasioni da entrambe le parti, abbiamo finito tutti stanchi questa partita. Lro erano al top per fiducia, punti e gioia e noi eravamo in un momento complicato dopo la sconfitta immeritata di Torino e il disastro contro il Bodo. Potevamo avere più punti, contro la Juve non meritavamo di perdere e oggi un punto è giusto, accettabile ma potevamo vincere e anche perdere, basta pensare alla palla-gol del palo del Napoli”.

LEGGI ANCHE >>> “Lascialo stare…”: Mourinho svela il lungo dialogo con Insigne

Mentre in campo la sfida era avvincente per Mourinho, per chi è finito in tribuna decisamente meno. “Era un messaggio importante avere questa panchina piena di ragazzini. Quella partita rimane nella mia storia ed è difficile per me perdonare“, il tecnico portoghese ha spiegato a ‘DAZN’, riferendosi a Borja Mayoral, Kumbulla, Reynolds, Diawara e Villar, calciatori non convocati contro il Napoli per lo scarso impegno mostrato in Conference League. Anche in conferenza Mourinho ha ribadito la sua posizione: “Sono loro che prendono decisioni, non io. Il calcio è un mondo crudele per tutti, deve esserlo anche per i calciatori. Non sono finiti con me. Non hanno la croce. Domani è un altro giorno e iniziamo da zero”.