E’ il Napoli l’anti Milan. Cade l’Udinese. In coda passo falso per il Parma. Tre punti d’oro per Lecce e Catania.

di Franco Avanzini

Super Napoli che in rimonta supera la Lazio e resta la vera alternativa al Milan per la vittoria finale del torneo. Crolla l’Udinese a Lecce dopo 13 risultati utili consecutivi. In coda vincono salentini e Catania mentre si fa difficilissima la situazione del Parma. Tutto come previsto tra Chievo e Sampdoria, finisce infatti 0 a 0. Vince fuori casa il Cagliari.

Catania-Palermo 4-0: Pinilla ed Hernandez vanno in campo nei rosanero che tengono a riposo Pastore. I ‘soliti’ tanti argentini in campo negli etnei. Grande coreografia sugli spalti. Dopo neppure un minuto ammonito Silvestre per un fallaccio su Pinilla. Nocerino al 4’ vola verso la porta di Andjucar, apre sulla sinistra per Hernandez che però spara alle stelle solo dinanzi al portiere. Catania però sempre pericoloso sui calci piazzati grazie ai tiri od ai cross di Lodi. Bacinovic dalla distanza prova a segnare ma la mira è di poco sbagliata. Ma è il Catania a fare la partita anche se le occasioni più importanti sono tutte ospiti. Primo giallo in casa rosanero. E’ Munoz per gioco scorretto. Al 43’ Bovo su punizione laterale chiama Andjucar alla parata in due tempi ed il primo tempo si chiude senza altri sussulti. Catania che parte alla grande ad inizio secondo tempo, Maxi Lopez scende sulla sinistra e crossa. Balzaretti col petto vorrebbe cedere palla a Sirigu ma il portiere, colto in controtempo, si fa beffare dalla sfera che finisce in fondo al sacco. Ed un attimo dopo Bergessio calcia ma Munoz riesce a liberare evitando un gol quasi fatto. Cosmi fa entrare, dopo una conclusione di Pinilla deviata dal portiere di casa, Pastore togliendo Bacinovic. Al 10’ scambio Hernandez-Pinilla-Hernandez e bel tiro di quest’ultimo di poco sopra la traversa. Cinque minuti dopo però Ricchiuti lancia perfettamente Bergessio in contropiede che, dinanzi a Sirigu, non sbaglia. E’ il raddoppio etneo.  Al 22’ poi arriva il tris di Ledesma dopo un lancio di Lodi per Schelotto che crossa. Sulla palla arriva Maxi Lopez che tocca per il neo entrato che batte il portiere del Palermo. I rosanero però non ci sono più e gli etnei con Pesce, di piatto, siglano il 4 a 0 chiudendo definitivamente la partita.

Cesena-Fiorentina 2-2: locali che non possono permettersi passi falsi mentre gli ospiti puntano con Mutu e Gilardino ad avvicinare il sogno europeo. Gara che inizia con ritmi alti soprattutto da parte romagnola. Novità Montolivo in campo posizionato davanti alla propria difesa. Mutu viene ammonito e salterà la gara contro la capolista Milan. Dopo un tiro di Parolo alto, Jimenez su punizione buca Boruc portando in vantaggio i suoi. Natali pericoloso di testa sulla punizione di Mutu con Antonioli che, praticamente sulla riga di porta, aiutato dal palo,  libera. Fiorentina vicinissima al pareggio. Mihailovic spinge i suoi in avanti e Vargas prova il diagonale dalla distanza ma il portiere romagnolo si allunga e devia in angolo. L’ 1 a 1 arriva al 34’ con Gilardino, di testa, a spizzare un cross dalla sinistra. Parolo su punizione manda la palla fuori non di molto ma i primi 45 minuti non regalano altri gol. Subito pericolosi i viola all’inizio della ripresa con una punizione di Mutu che chiama Antonioli alla grande parata. Sul cross, testa di Natali e traversa piena. Fiorentina anche sfortunata. Giaccherini non trova la porta prima di esser sostituito. Cesena che deve vincere ma gli ospiti si difendono bene. Jimenez ci prova dalla destra entrando in area e tirando su Borucin uscita. Ed al 24’ Montolivo porta gli ospiti in vantaggio dopo un cross di Vargas ed un tocco indietro di Mutu per il centrocampista che di piatto batte Antonioli. Malonga cerca il pareggio con un diagonale parato da Boruc. Al 38’ Bogdani si vede annullare il gol del pareggio per un netto fuorigioco. Due minuti dopo però Malonga scende, evita un avversario che serve palla a Caserta che tira, Gamberini interviene e devia sfortunatamente per il pareggio, 2 a 2. Un attimo dopo Bodgani si vede parare sulla linea una bella conclusione dal portiere viola. Alle due squadre comunque il punto va più che bene dopo una bella gara.

Chievo-Sampdoria 0-0: dal 21 novembre gli ospiti non segnano in trasferta, Maccarone e Pozzi ci provano. Importante il ritorno in campo di Palombo. Chievo con il rombo e Moscardelli assieme a Pellissier in attacco. Gara sotto ritmo con gli ospiti che agiscono prevalentemente in avanti. Moscardelli subito ammonito per gioco falloso. Gastaldello di testa al 22’ mette i brividi a Sorrentino che sul precedente angolo non era uscito dai pali. Il Chievo termina la prima parte di sfida in avanti senza però creare occasioni in un incontro dalle rare emozioni. Lo 0 a 0 non si sblocca per un ritmo bassissimo con la palla soprattutto a centrocampo. Solo al 19’ ci prova Biabiany di testa, vola Sorrentino e manda la palla in angolo. Il portiere di casa fa il bis sulla punizione di Palombo poco oltre la mezzora. Ma di gol non se ne vedono assolutamente e per i tifosi il risultato ad occhiali è l’unico obiettivo raggiunto.

Genoa-Cagliari 0-1: Floro Flores e Palacio in attacco per i locali con Rafinha a centrocampo assieme Milanetto. Si rivede in panchina Marchetti nei sardi, giocano Missiroli e Cossu alle spalle di Acquafresca. Partono meglio i padroni di casa che vogliono i tre punti. Si fanno vedere però gli ospiti con Acquafresca che in girata manda la palla fuori di poco. Al 15’ Biondini crossa dalla tre quarti per il centravanti sardo che di testa batte Eduardo. Gol dell’ex e Cagliari in vantaggio. Il Genoa si porta avanti ma il Cagliari sfrutta gli spazi. Al 29’ su punizione Lazzari manda la palla sopra la traversa. Due minuti dopo Missiroli di testa, in torsione, colpisce la traversa ad Eduardo battuto. La replica dei padroni di casa arriva con un tiro di Palazzi sul quale Agazzi vola mandando la palla in angolo. Acquafresca si mangia un contropiede ‘tre contro uno’ ritardando il passaggio finale. E’ l’ultima opportunità di un match nel quale i sardi vincono meritatamente su un Genoa un po’ imballato. Cagliari pericoloso nella ripresa prima con Lazzari con un pallonetto di poco sulla traversa e quindi con un colpo di testa di Missiroli a colpo sicuro ma sulla riga Milanetto riesce a liberare. E’ il solo Palacio a mettere i brividi sulla schiena dei tifosi sardi e l’argentino ci prova al 20’ con un diagonale che finisce di poco fuori. Viene quindi annullato un gol a Floro Flores per un dubbio fuorigioco. E’ l’ultima emozione di un incontro che i sardi hanno vinto con pieno merito.

Lecce-Udinese 2-0: Sanchez e Di Natale per continuare a sognare, Pinzi assente per squalifica questi i friulani. Salentini invece alla ricerca della vittoria senza Giacomazzi. Sanchez subito a mettere in imbarazzo la difesa di casa. Il ‘nino meravilla’ confezione un bel assist per Di Natale che però spreca tutto davanti a Rosati. Accade la stessa cosa al Lecce, Di Michele porta palla in contropiede, apre per Jeda che serve l’accorrente Bertolacci che tira ma Handanovic para in due tempi. Di Michele è pericoloso al 19’ con un bel diagonale. L’ex Udinese ha ancora una buona occasione con un tiro d’esterno che finisce di poco a fondo campo. I friulani si affacciano in avanti con alcuni traversoni ma Rosati non rischia nulla. Meglio i salentini nel primo tempo con la difesa friulana tutta ammonita e quindi a rischio nella ripresa. Salentini che ripartono bene nella ripresa ed la 3’ passano a condurre. Di Michele se ne va sulla sinistra, in area evita un paio di avversari e tira, un difensore ribatte, arriva Bertolacci che insacca. Meritato 1 a 0 per il Lecce. Udinese avanti, Abdi colpisce il palo ed a Di Natale viene annullata una rete per un giusto fuorigioco. Slalom di Bertolacci e palla a Jeda che fa un gran cucchiaio sul quale interviene Zapata che in rovesciata libera quasi sulla linea. Il 2 a 0 arriva al 19’ con Bertolacci che arriva a rimorchio sull’azione di Jeda e batte Handanovic. Sanchez ci prova dalla sinistra ma Rosati, con l’aiuto del palo e di Fabiano si salva. E la partita si chiude con una delusione clamorosa per Guidolin ed i suoi. Grande festa in casa Lecce.

Napoli-Lazio 4-3: Reja contro la sua ex squadra deve fare a meno di parecchi elementi ed in squadra manda Garrido e Bresciano, quest’ultimo in sostituzione di Hernanes mentre i partenopei sono in grande forma con Hamsik, Cavani e Lavezzi pronti a lanciare il Napoli in classifica ed Yebda a centrocampo. La partenza del Napoli è fulminante con molte verticalizzazioni improvvise, la Lazio è un po’ in soggezione e sbaglia troppo nei passaggi. Prime scintille tra Dias ed Hamsik. Lo slovacco in area di rigore porta lo scompiglio ed il cross viene bloccato a terra da Muslera. Napoli che insiste e difesa ospite messa alle corde. Al 21’ Hamsik prova la conclusione di potenza ma Muslera è bravo a deviare sul primo palo. Due minuti dopo viene ammonito Dias per gioco scorretto. Al 29’ Zarate apre centralmente per Mauri che avanza palla al piede, vince un rimpallo, evita Cannavaro e supera De Sanctis con un bel tocco di punta. Biancazzurri avanti 1 a 0, San Paolo gelato. Tre minuti dopo difesa del Napoli presa in controtempo sul lancio di Pazienza per Mauri che solo in area incrocia troppo largo mangiandosi il raddoppio. Il Napoli chiude all’attacco il primo tempo senza però riuscire ad impensierire seriamente Muslera. Stesso cliché nella ripresa con Paolo Cannavaro prima e Yebda dopo che cercano la porta dalla distanza, il primo senza trovarla ed il secondo vedendosi parare la conclusione da Muslera. La trova invece André Dias all’11’ nel deviare una punizione ben battuta da Garrido dalla fascia destra a battere De Sanctis. 2 a 0 per la Lazio. Mazzarri tenta il tutto per tutto: fuori Pazienza e dentro Mascara per una squadra tutta all’attacco. Tre minuti dopo però Lavezzi crossa, Sculli di testa tocca la palla e di fatto regala un assist sul secondo palo a Dossena che di testa la manda in fondo al sacco. Partita riaperta. Passano neppure sessanta secondi, punizione di Lavezzi, testa di Maggio angolatissimo con palla sulla testa di Cavani che non ha difficoltà a metterla in fondo al sacco per un incredibile uno-due che porta le squadre in parità. Al 20’ Mascara approfitta di un errore tra Biava e Linchsteiner, si presenta davanti a Muslera ma gli calcia addosso. Ma la Lazio non è morta, Brocchi calcia dalla distanza, la palla sbatte sotto la traversa ed entra in porta ma l’arbitro non vede. Il 3 a 2 laziale arriva subito dopo. Grande giocata di Zarate sulla sinistra e crossa, Aronica sbaglia porta e si mette la palla nella propria nel tentativo di anticipare un avversario. Altro cambio per Mazzarri, dentro Gargano e fuori Dossena. Al 34’ Biava interviene su Cavani davanti a Muslera e per l’arbitro è rigore nonché cartellino rosso per il biancazzurro, Lazio in dieci. Dal dischetto va Cavani che insacca spiazzando Muslera e siamo 3 a 3. Reja effettua quindi un doppio cambio, dentro Stendardo e Floccari al posto di Bresciano e Zarate. Ultimo tentativo di Mazzarri per vincere la gara, dentro Lucarelli e fuori Yebda, praticamente quattro punte e mezzo in campo per i partenopei. Mauri però è sempre pericoloso e fa ammonire Campagnaro. Cavani però è super, Mascara lo serve di testa e l’uruguaiano scatta in contropiede, in posizione regolare e con un pallonetto batte Muslera. E’ il 43esimo. Napoli sul 4 a 3, Reja allontanato per proteste. Sculli e Cavani vengono alle mani e l’arbitro li ammonisce entrambi. Il Napoli non rischia nulla nei quattro minuti di recupero ed i partenopei restano in scia al Milan per la vittoria finale. Onore delle armi però alla Lazio.

Parma-Bari 1-2: Crespo ed Amauri per bucare la difesa pugliese negli emiliani mentre Mutti manda all’attacco la sua squadra proponendo assieme Huseklepp, Ghezzal e Rudolf. Copione che tutti conoscevano: Parma a testa bassa sempre in avanti e Crespo pericoloso dopo pochi minuti con Gillet che vola e devia la sfera. Il duello tra i due si ripropone al 29’ ed ancora una volta lo vince il portiere barese deviando coi pugni la sfera. Bari comunque che gioca mettendo anche in ansia la difesa emiliana. Qualche fischio dagli spalti nei confronti dei padroni di casa che proprio non riescono a sbloccare la situazione. Amauri prima chiama Gillet alla deviazione quindi tocca a Rudolf  ad impegnare Mirante. Candreva è sfortunato calciando su Gillet poi Angelo non trova la porta da buona posizione. Parma tutto all’attacco ma Bari pericoloso in contropiede. Marco Rossi travolge in area Amauri ma per l’arbitro è tutto regolare. Forse ci stava il rigore. Al 18’ però Parisi su punizione buca barriera e portiere portando in vantaggio Bari. Il Parma si getta all’attacco e la gara diventa un assedio alla porta di Gillet che è imbattibile sino al 35’ quando Bojinov crossa ed Amauri di testa buca il numero uno belga. Emiliani ci provano ancora ma non fanno i conti con Alvarez che in contropiede entra in area e batte Mirante con un rasoterra. Parma che esce tra i fischi del pubblico.