Italia, cosa ci dicono le due gare con Spagna e Macedonia: ok l’attacco, male il resto

Ventura_Giampiero_ItaliaITALIA, LA NAZIONALE DI VENTURA PRENDE FORMA MA C’E’ ANCORA MOLTO LAVORO DA FARE- C’erano molte aspettative attorno alle due partite di qualificazione mondiale disputate dall’Italia. La Nazionale era attesa da una sfida difficile rivelatasi però complicata più del previsto contro la Spagna (abbiamo ancora negli occhi la splendida performance azzurra all’Europeo) e da un impegno sicuramente non proibitivo come quello contro la Macedonia.

A Torino contro le Furie Rosse l’Italia è stata praticamente in bambola del tiki taka ospite per un’ora abbondante di gioco. Troppo molli e timidi gli uomini di Ventura che non riuscivano a ripartire e si limitavano ad arroccarsi in difesa. Il gol loro è vero che è arrivato da un errore di Buffon, ma la pressione spagnola è stata per lunghi tratti asfissiante e quasi umiliante. Contro la Macedonia ecco un’altra prova per grande parte incolore: un primo tempo sufficiente ed una ripresa dai due volti; il primo imbarazzante (due gol macedoni nel giro di 10 minuti) ed un secondo orgoglioso e tenace.

La sofferenza però contro la nazionale numero 143 del ranking è stata troppa: tante le cose che ancora non vanno nei meccanismi azzurri. Romagnoli non è ancora in grado di dare garanzie, Verratti in mezzo al campo è sembrato lontano parente di quello che in Francia (e nelle ultime prestazioni in azzurro) ha incantato e disegnato calcio.

Bernardeschi è stato sperimentato forse troppo frettolosamente come interno di centrocampo, ma il giocatore viola si riversava troppe volte in attacco lasciando scoperta la sua posizione. Ecco, l’attacco è sicuramente una delle poche cose che ha funzionato. Ventura si augura (come noi) di aver scoperto la coppia offensiva del presente e del futuro: Belotti ed Immobile sono andati entrambi a segno ieri sera, il secondo è stato decisivo con la doppietta finale e si candida assieme al suo “gemellino del gol” alle prossime maglie da titolare in azzurro. Con buona pace di Pellè che, forse, assisterà dalla Cina alle prossime partite dell’Italia.

Alessandro Creta