Roma di rigore, Milan e Juventus a forza tre, Napoli e Fiorentina vincono soffrendo.

di Franco Avanzini

La Roma fa suo il derby contro la Lazio grazie a due rigori, il Milan così si avvicina alla capolista espugnando Bari mentre la Juventus prima soffre poi supera il Cesena. Punti importanti per Napoli e Fiorentina. Pareggi invece nelle gare di Genova ed Udine.
Bari-Milan 2-3: esordio per Yepes in difesa al posto di Sokratis nel Milan che fa a meno di Pato, Pirlo e Ronaldinho. Pugliesi alla ricerca di punti salvezza dopo quattro sconfitte consecutive.Dopo 4 minuti gara che si mette subito in salita per i biancorossi. Cross di Seedorf e colpo di testa di Ambrosini (perfetta la scelta di tempo) con i difensori baresi che lo perdono e la palla che finisce in fondo al sacco. Il Bari prova a recuperare ma subisce i contropiedi del Milan che sfiorano il raddoppio con Robinho che, arrivato dinanzi a Gillet, gli tira addosso. Si infortuna il ‘cervello’ Almiron ed al suo posto entra Gazzi (200 gare con la maglia dei galletti). Il 2 a 0 arriva come logica conseguenza di una gara dominata dai rossoneri. Ibrahimovic, lanciato da Gattuso, cede palla a Flamini che entra in area e, con un tocco sotto alla palla, batte Gillet mettendo la partita in discesa per la formazione di Allegri. I locali chiedono un rigore alla fine del tempo per un intervento di Abbiati su Barreto. Ad inizio ripresa Ibrahimovic in contropiede (tre contro uno) calcia male ignorando Robinho e Flamini. Il brasiliano si mangia a sua volta il terzo gol cercando un pallonetto inutile quando si era venuto a trovare solo davanti a Gillet. Ibrahimovic assist man anche per Flamini che tira ma il numero uno barese devia. Barreto però non vuole mollare la presa ed al 44’ va in gol su servizio di Donati. Abbiati preso un po’ di infilata. Il Milan tiene palla lontana dall’area di rigore portando a casa un successo molto importante.
Fiorentina-Chievo 1-0: esordio per Boruc in porta al posto di Frey, assente è pure Montolivo (entrambi gli assenti dovranno esser operati) in attacco scendono in campo Mutu e Gilardino. Chievo a sua volta senza Pellissier. Primo tempo senza grandi emozioni. Parte meglio la ‘viola’ ma senza creare grandi occasioni da rete poi i veneti prendono campo e cercano anche di pungere Boruc. I due portieri comunque non vengono mai chiamati da parate difficili. Nella ripresa la Fiorentina, lanciata all’attacco dal suo pubblico, prova a trovare il gol senza però costruire granchè sino al 35’ quando Mutu e Gilardino confezionano l’azione decisiva. Il primo serve l’assist per il secondo che tira, Sorrentino devia entra Cerci (prima rete in serie A) che insacca. La rete fa tirare un sospiro di sollievo a tutta la panchina viola, Mihailovic per primo. Il Chievo si getta all’attacco ed in un paio di occasioni sfiora il pareggio. I tre punti rimettono in carreggiata la squadra di casa. Dallo 0 a 3 all’1 a 2 il passo è breve. Lo segna Kutuzov servito da Barreto e lasciando Yepes sul posto. Gol dell’ex e gara riaperta. Un minuto dopo Barreto sfiora il clamoroso pareggio con un diagonale che finisce a fondo campo. Al 27’ però Pato regala il 3 a 1 al Milan, prendendo palla, aggiustandosela col tacco e concludendo con un bel rasoterra.
Juventus-Cesena 3-1: debutto per Sorensen al centro della difesa juventina, formazione in cui mancano ben 11 giocatori tra squalifiche ed infortuni. Torna Fatic nel Cesena dopo molti mesi di assenza a causa di un infortunio. Difesa bianconera che sbaglia il fuorigioco al 10’, sfera che arriva a Schelotto e crossa, interviene sotto misura Jimenez che insacca. La Juventus prova a reagire ma rischia anche di subire con Schelotto il 2 a 0. Al 21’ Grosso dal dischetto del rigore calcia quasi a botta sicura ma un difensore avversario devia col corpo. Alla mezz’ora Pellegrino si aggrappa a Bonucci in area di rigore e per l’arbitro è rigore, ammonendo il cesenate. Dal dischetto Del Piero non sbaglia: è il pareggio. Il cesena perde lo smalto della prima parte di gara e la Juve schiaccia sull’acceleratore andando anche sul 2 a 1 con Del Piero al 37’ ma l’arbitro annulla per un giusto fuorigioco. Romagnoli che restano in dieci al 41’ per la doppia ammonizione di Pellegrino. Passano due minuti e Quagliarella approfitta del punto in difesa del Cesena per segnare il gol del sorpasso di testa. Ficcadenti a questo punto toglie Schelotto inserendo Benalauone. Cesena che si spegne pur provando anche nella ripresa qualche sortita in avanti contro una Juventus che prende campo e trova il 3 a 1 con un piatto di Iaquinta, in anticipo su Van Berger, servito da Salihamovic.
Lazio-Roma 0-2: vola l’aquila biancazzurra sul cielo dell’Olimpico con Rocchi al posto di Zarate in attacco mentre Borriello sarà l’attaccante boa della Roma. Menez si infortuna nel riscaldamento ma scende comunque in campo con Baptista che si scalda a bordo campo pronto per sostituirlo. Si gioca dinanzi ad un grande pubblico, la maggioranza laziale, in grande festa visto un primato solido che, certamente, non potrà esser toccato. Reja predica prudenza mentre Ranieri cerca il colpaccio. Gara vivace con Borriello che si fa vedere all’8’ con un buon spunto sulla sinistra, supera Stendardo ma non trova nessun compagno pronto alla deviazione sotto porta. La Lazio crea la prima occasione della gara ed al 18’ va vicina al vantaggio con un cross di Mauri sul quale interviene in ritardo Rocchi non riuscendo a deviare la sfera in porta. Biancazzurri che prendono in mano la gara creando buone azioni, Roma troppo prudente. Giallorossi però che si scuotono ed al 23’ trovano la gamba di Linchsteiner che non permette alla sfera di raggiungere Simplicio di fronte a Muslera. Quindi è Perrotta che prova la conclusione ma la palla finisce di poco a fondo campo. Partita che va a sprazzi con il pallino del gioco che passa da una parte all’altra senza soluzione di continuità. Al 39’ Menez abbandona il campo sostituito però non da Baptista bensì dal giovane Greco. Il ragazzino va in gol poco dopo ma l’arbitro annulla per un fuorigioco di Borriello, autore del cross decisivo, alquanto dubbio. E così si chiudono i primi 45 minuti di una buona partita. Ripresa che si apre col cambio in casa biancazzurra tra Rocchi e Zarate. Al 5’ Simplicio tira, Linchsteiner tocca con la mano in area ed è rigore. Ammonito lo svizzero e dal dischetto va Borriello che tira, Muslera para ma la palla gli passa sotto il sedere e finisce in rete. Grande brivido per i tifosi giallorossi visto l’intervento del portiere laziale. Biancazzurri che schiacciano una Roma stanca e con Hernanes sfiorano il pareggio dopo un ottimo stop in area di rigore. Il tiro però viene contrastato da Julio Sergio in uscita. La Roma alla mezz’ora si mangia il raddoppio. Greco va via sulla sinistra ed appoggia a Simplicio che tira a botta sicura ma incredibilmente colpisce la traversa. Al 32’ Mauri finisce a terra davanti a Julio Sergio tenuto da Riise. L’arbitro non concede un rigore alquanto netto. Vucinic ci prova dalla distanza ma Muslera devia in tuffo in angolo. Al 37’ Zarate seve Foggia che tira di potenza ma colpisce il palo alla destra del portiere giallorosso. Tre minuti dopo Diaz atterra Baptista, lanciato in contropiede. E’ rigore. Batte Vucinic che segna il raddoppio. Il gol del Montenegro chiude di fatto un derby bello, sfortunato per la Lazio e positivo per la Roma.
Napoli-Parma 2-0: Cavani alla ricerca della rete che manca da 20 giorni e viene affiancato da Yebda, nessuna punta di ruolo nel Parma che presenta Marquez, Giovinco e Candreva in attacco. Parma che gioca meglio seppur senza creare occasioni. Al 19’ così il Napoli ne approfitta e segna con Cavani lanciato da Zuniga. Il Parma si decide a mettere dentro una punta vera (Crespo) al posto di Giovinco. E proprio l’ex genoano sfiora il pareggio al 35’ con un tocco sotto porta che De Sanctis devia. Crespo si fa vedere anche nella ripresa salvo non riuscire a concretizzare la buona occasione capitatagli. A questo punto Mazzarri inserisce Lavezzi per tenere palla e provare di velocizzare la manovra. Nel Parma entra anche Bojinov per provare a pareggiare. Ma la 40’ uno scambio Cavani-Lavezzi-Cavani, porta quest’ultimo al tiro da posizione molto defilata per il 2 a 0 finale.
Sampdoria-Catania 0-0: Marilungo in campo al fianco di Pazzini nella Sampdoria, Mascara-Maxi Lopez è la coppia d’attacco del Catania. All’avvio sono gli etnei a farsi vedere con Mascara che va vicino al gol del vantaggio. Gara alquanto sonnolenta, senza grandi emozioni tra due squadre che combinano poco ed i due portieri poco impegnati salvo che per l’ordinaria amministrazione. Anche nel secondo tempo succede poco o nulla tra due squadre che giocano soprattutto a centrocampo. I locali vanno in gol a metà tempo con Koman ma Marilungo aveva in precedenza toccato la sfera con la mano. Giusto l’intervento dell’arbitro. Incontro che non dice più nulla e si chiude con un malinconico nulla di fatto.
Udinese-Cagliari 1-1: formazioni annunciate con il trio Cossu-Nenè-Matri per i sardi mentre i friulani puntano tutto su Di Natale. All’11’ errore di Zapata che regala un corner ai sardi. Batte Cossu per Conti, magistrale girata al volo e sfera sotto la traversa. Nulla da fare per Handanovic, immobile. I friulani si gettano all’attacco ed al 19’ sfiorano la traversa con Pasquale. Locali che creano di continuo azioni importanti senza trovare il pari. Nei locali si fa male Sanchez (il migliore dei friulani) per un intervento falloso di Naingolan. Il pareggio arriva al 44’ con Floro Flores di testa, in tuffo. 1 a 1 meritato viste le dieci occasioni create dai padroni di casa. Nella ripresa l’Udinese ci prova in varie occasioni ma non trova il gol del 2 a 1. Denis dalla distanza non trova la porta di un soffio. Al 38’ Di Natale colpisce una traversa con una traiettoria inventata dallo stesso giocatore. E’ l’ultimo sussulto di una partita in cui i friulani ottengono il primo pareggio della loro stagione, frenando la rincorsa verso l’alta classifica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *