La Statua della Libertà a Roma. I rischi di Rosi e Lavezzi. Curiosità della 6′ di ritorno.

di Franco Avanzini
Statua della Libertà: presente allo stadio Olimpico. Tranquilli, nessuna invasione americana ma solamente un tifoso della Roma vestito di tutto punto con tanto di fiaccola in mano. E qualche bandiera stelle e strisce a dimostrazione di come i romanisti si augurano dell’avvento dei nuovi proprietari provenienti da oltre oceano.
Prova televisiva: Rosi e Lavezzi rischiano grosso. Lo sputo tra i due giocatori porterà il Giudice Sportivo a prendere provvedimenti necessari nei confronti dei due. Ciò a causa del fatto che né l’arbitro né tantomeno i due guardalinee hanno visto quanto accaduto. Quante giornate prenderanno? Se si manterrà il metro di giudizio degli ’ultimi sputi’ in campionato saranno non meno di due, probabilmente tre per un gesto vigliacco che non merita alcuna salvezza.
Rimonte: è la sesta volta che il Palermo non riesce a tenere il vantaggio iniziale. E’ accaduto anche contro la Fiorentina, dopo le gare di andata contro l’Inter, il Lecce, il Bari e nel ritorno ancora contro l’Inter. Una situazione che sicuramente porterà il presidente Zamparini a farsi sentire in settimana con il proprio allenatore.
Zero: quelli belli e quelli brutti. Questa settimana sono spariti gli ultimi nulli dalla classifica. Positivamente per la Fiorentina che ha trovato la prima vittoria esterna in campionato e negativamente per la Roma che, a sua volta, ha perso la prima gara interna della stagione.
Telefono: Bruno Marioni nel Tenerife, Kevin Kurani in Germania ed ora Gonzales della Lazio. Dopo la rete, si è tolto la scarpa ed ha digitato un numero di telefono per poi portarsi la ‘cornetta a forma di scarpa’ all’orecchio. Chissà magari stava provando una intercontinentale con la sua famiglia per avvisarli del proprio gol?
Dalbello: sulla maglia di un giocatore del Cesena è comparso tale cognome. Ma chi è? Evidentemente un nuovo giocatore, magari giovane? Assolutamente no. Si tratta di Felipe che ha deciso di segnare il proprio chiaro cognome italiano sulla maglietta bianconera per far capire a tutti che lui è straniero si ma che si sente italiano.

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