Vola l’Inter, tiene l’Udinese. Rallenta il Napoli. In coda colpaccio per il Cesena.

di Franco Avanzini

Esplosiva Inter che chiude il primo tempo sotto con il Genoa poi gliene fa 5 (a 2) con super Eto’o. Vola al quarto posto l’Udinese ringraziando il ‘solito’ Di Natale mentre il Napoli non va oltre il pareggio col Brescia con un Cavani sottotono. In coda, passo in avanti del Cesena che supera in trasferta la Sampdoria di un Di Carlo in bilico mentre il Cagliari subisce il pareggio proprio al 95′ col Bologna. Mutu regala un successo importante ai viola mentre il Chievo ottiene l’ennesimo pareggio a reti bianche.

Bologna-Cagliari 2-2: giornata del tifo rossoblu con Ramirez in panchina e Della Rocca in campo dietro alle punte Di Vaio e Meggiorini. Sardi nei quali rientra dal primo minuto Nainggolan mentre Donadoni cerca la 100esima vittoria nella massima serie. Iniziativa felsinea nel primo quarto d’ora con il Cagliari che non riesce a rendersi pericoloso. Sul primo tiro ospite però Nainggolan spedisce la palla di un soffio a fondo campo. Al 27′ Bondini, dopo esser stato saltato, atterra Di Vaio in area. E’ rigore che lo stesso attaccante trasforma per il vantaggio rossoblu. Entra Ragatzu per un infortunato Nenè. Ospiti che non riescono a pungere e chiudono sotto di una rete la prima frazione. Il Cagliari reagisce subito ed al 14′ pareggia. Scatto sull’out di sinistra di Nainggolan, crossa, tocca Acquafresca per Cossu che insacca dopo aver preso la mira. Ramirez e Gimenez entrano nel Bologna mentre Donadoni toglie Acquafresca ed entra Missiroli. Al 38′ palla in area bolognese, Lazzari conquista sfera su un bolognese e la cede indietro a Ragatzu che insacca. Ospiti in vantaggio 2 a 1. Ma il Bologna va all’assalto anche col portiere Viviano e proprio al 50′ il portiere tocca di testa la sfera due volte con la testa con la palla che arriva a Ramirez che insacca.

Chievo-Parma 0-0: Sardo a destra del centrocampo clivense con Therau e Pellissier in attacco. Senza Candreva (tornato a Parma per assistere alla moglie che sta per partorire) gioca Palladino con Amauri al suo fianco davanti. Locali che partono meglio e Sardo al 7′ di testa manda di poco la palla sul fondo. Si fa male Amauri (festeggiatissimo dai suoi ex tifosi) che lascia il campo dopo 18 minuti ed al suo posto entra Bojinov. Ma per 45 minuti succede davvero poco. Ci provano subito gli ospiti con Boijnov ma il tiro è debole e Sorrentino blocca. Il giocatore ex Lecce ci prova in altre due occasioni ma non trova la rete, di un soffio fuori nella prima occasione parata la seconda. Ammonito Valiani per intervento falloso. Si fanno vedere i veneti con Jokic che però conclude fuori seppur non di molto. Paletta si fa espellere per doppia ammonizione ed il Chievo fa entrare Uribe, all’esordio in serie A, per cercare di vincere la partita. Sardo ci prova subito ma calcia sull’esterno della rete. Pellissier ci prova colpendo l’esterno del palo. Il Parma appare alle corde.

Fiorentina-Catania 3-0: ancora fuori D’Agostino nei locali con Mutu e Gilardino in attacco. Squadra offensiva per gli etnei che cercano un risultato positivo con Bergessio e Maxi Lopez in avanti. Prima occasione che capita sui piedi di Gamberini che colpisce male sotto porta e manda la sfera a fondo campo. Al 20′ Gilardino sul primo palo prolunga la traiettoria della sfera dove arriva Mutu ed insacca. Viola in vantaggio. Quattro minuti dopo Santana se ne va sulla fascia destra con una magia ad un avversario, tocca in centro, Lodi e Carboni si ostacolano, entra Mutu che di punta tira ed insacca ma molte colpe sono pure di Andjucar che interviene malamente. Il Catania in contropiede conclude con Bergessio ma il suo destro finisce a fondo campo. Schelotto anticipato da Mutu al 40′ ma il rumeno tira sopra la traversa da buona posizione. E’ l’ultima occasione della prima parte di gara che i viola chiudono sul 2 a 0. Simeone inserisce Ricchiuti per provare la rimonta. Ma la quarto d’ora Mutu evita un avversario, parte in contropiede, serve Montolivo che cede lateralmente a Gilardino che, a porta vuota, insacca. Esce Mutu ed entra l’ex Vargas con il Catania che non ne ha più e la viola che porta a casa un grande successo.

Inter-Genoa 5-2: tutto confermato nell’Inter con Ranocchia, l’ex, in campo ed il duo Pazzini-Eto’o alla ricerca delle reti per tenere il passo del Milan mentre nel Genoa Paloschi e Palacio sono le due punte con Moretti e Mesto sulle fasce ed il rientro di Konko. Inizio tranquillo tra le due squadre senza grandi accelerazioni. Al 9′ annullata una rete per fuorigioco ad Eto’o dopo un perfetto tocco di Maicon a liberarlo in area di rigore. Il Genoa ha un’opportunità con Rafinha che però viene sprecata. La partita diventa anche godibile sul piano tattico. Sportivissimo Eto’o per un intervento subito in area da Moretti ad essere il primo ad indicare che non aveva subito fallo. Occasione alla mezzora per la coppia Eto’o-Pazzini con il primo che evita due avversari, entra in area e crossa ed il secondo che non ci arriva per un soffio. Al 37′ Konko crossa Paloschi arriva in spaccata e manda la sfera sull’esterno della rete. Due minuti dopo il francese lancia Palacio che in diagonale batte Julio Cesar per il clamoroso vantaggio genoano. Termina il primo tempo con l’Inter che dovrà meditare per una gara sinora negativa nel gioco e nel risultato. Ad inizio ripresa subito dentro Pandev al posto di Stankovic per una Inter ancora più offensiva. Subito ammonito Kaladze per un fallo sul macedone. Sulla punizione gran tiro di Sneijder con Eduardo che si allunga e devia la sfera in angolo. Al 4′ arriva il pareggio: Eto’o per Maicon che va al cross, entra Pazzini che insacca di giustezza. Passano sessanta secondi Maicon tira, Eduardo goffamente para la sfera ma non la trattiene giunge ad Eto’o che non da scampo al numero uno ospite ed il sorpasso è fatto: 2 a 1. Mesto manca la sfera all’11’. Eto’o ne approfitta, evita due avversari ed insacca per la propria doppietta personale. Il Genoa prova a farsi vedere in avanti ma il tiro cross di Paloschi viene deviato da Zanetti a Julio Cesar battuto. Mesto di destro calcia e manda la palla di poco sul fondo . Pandev sfiora il gol dopo aver tolto la palla a Rafinha e conclude fuori. Al 25′ Sneijder per Pandev che insacca ma la difesa del Genoa sale malamente sul precedente tocco. E siamo 4 a 1. Entrano quindi Antonelli su un fronte e Nagatomo sull’altro. Ma la partita di fatto è già finita. Esordio in serie A per l’attaccante genoano Boselli mentre entra pure Kharja. Il franco marocchino al 39′ cede palla a Nagatomo che si gira in area ed insacca per il 5 a 1. Risultato troppo pesante per il Genoa. Al 45′ Palacio crossa entra Boselli che di testa insacca per il raddoppio genoano finale. E qui la gara si chiude: Inter strepitosa nella ripresa col Genoa crollato nei primi 11 minuti della stessa.

Napoli-Brescia 0-0: Zuniga in campo accanto ad Hamsik con Cavani davanti. Tanti assenti a centrocampo mentre in difesa non c’è Bega bensì Mareco. Subito Napoli in avanti, con un angolo di Zuniga deviato verso la porta con il tacco da Cavani ed Arcari che blocca la sfera proprio sulla riga. Il duello tra i due giocatori si ripete poco dopo ed ancora una volta è Arcari ad avere la meglio. Negli ospiti si fa male Zambelli ed entra Accardi. Lombardi che non si difendono solamente ma provano qualche offensiva tenendo bene il campo. Zuniga dai sedici metri tira ma Arcari blocca a terra. Portiere ospite decisivo ancora prima su Hamsik che conclude coi piedi quindi su Zuniga con un colpo di testa. Maggio atterrato in area, sembra rigore per tutti ma non per l’arbitro. Mazzarri si arrabbia e viene allontanato dal campo. Il pubblico fischia la terna della gara incitato dal presidente De Laurentis dalla tribuna. Lombardi che si difendono bene nonostante gli assalti partenopei che però non portano alcun gol in dote alla propria squadra. Il Napoli ci prova con continuità ma non riesce a bucare la difesa, ben messa, del Brescia. Manca in lucidità la squadra dell’allontanato Mazzarri. Dossena prima e Mareco dopo vengono ammoniti. Al 13′ Diamanti in area evita un avversario e sfiora il vantaggio lombardo. Entra Mascara ed esce Dossena, dolorante quindi entra anche Lucarelli per Pazienza. Napoli super offensivo. Iachini fa entrare Lanzafame per Diamanti con Caracciolo che tira da buona posizione sull’esterno della rete. Il Napoli diventa ancora più offensiva con l’ingresso di Yebda per Aronica mentre sull’altro fronte entra Eder per Konè. Caracciolo proprio allo scadere si mangia il gol del vantaggio con De Sanctis abile a deviare la sfera coi piedi. Finisce con un fischiatissimo nulla di fatto una gara che il Napoli avrebbe dovuto vincere.

Sampdoria-Cesena 2-3: Maccarone unica punta col duo Guberti-Biabiany alle sue spalle nella Sampdoria dove rientra Zauri mentre gli ospiti non possono contare sulle due punte Budan e Bogdani e presentano Malonga davanti a tutti.Padroni di casa che partono in quarta ed al 12′ creano la prima occasione con Biabiany che salta anche Antonioli in dribbling ma il numero uno romagnolo riesce a tornare sulla sfera con la manona e gli devia la conclusione. Sull’altro fronte non sfruttato un contropiede tra Parolo e Malonga. Attacca con buona continuità la Sampdoria senza però creare molte occasioni. Von Berger e Gastaldello sono i primi ammoniti delle due squadre. Maccarone ci prova su puniizone ma il tiro è centrale e Antonioli blocca con facilità. Al 36′ Palombo lascia il campo per un colpo al costato ed entra Koman. Passano sette minuti, Lucchini perde palla nel contrasto con Giaccherini, la sfera va a Parolo che tira dalla distanza e per Curci non c’è nulla da fare. Romagnoli in vantaggio. Tifosi di casa in silenzio ed alla fine della prima frazione di gara i fischi non si fanno attendere. Ad inizio ripresa altro cambio forzato nella Sampdoria con Volta al posto del claudicante Lucchini. Dopo soli cinquanta secondi, Jimenez crossa, Giaccherini al volo ad incrociare con il destro trova porta e gol. Un 2 a 0 che sessanta minuti dopo diventa tris: grave errore di Gastaldello con Giaccherini che conquista palla entra in area e batte Curci. Notte fonda per la Sampdoria che, nelle ultime otto gare, ha segnato solamente una rete. Esce nei romagnoli Pellegrino ed entra Benalouane. La Sampdoria prova ad attaccare ma non punge più di tanto, anzi è Caserta ad impensierire dalla distanza Curci. Al 16′ entra finalmente Macheda al posto di Guberti con i padroni di casa che passano ad un più offensivo 4-4-2. Ma la squadra locale non c’è più e gli unici tiri verso la porta avversaria terminano tutti molto lontani dalla porta. Ficcadenti fa entrare quindi Rosina al posto di Malonga. Romagnoli di fatto senza attaccanti veri. Al 27′ il tentativo più interessante con un colpo di testa di Macheda da buona posizione alto. Dieci minuti dopo Maccarone batte una punizione, Antonioli blocca la sfera ma la riperde in un secondo tempo, entra Volta che insacca per l’1 a 3. Entra nel Cesena il veterano, 37 anni, Piangerelli per Giaccherini. Viene sanzionato Macheda per intervento falloso. Allo scadere Benalouane da una manata a Volta in area: è rigore. Batte Maccarone che insacca per il 2 a 3. Fallaccio di Caserta a centrocampo che viene ammonito. Non accade nulla nei 4 minuti di recupero e per la Sampdoria si apre un periodo nerissimo. Passo in avanti per i romagnoli nella lotta per la salvezza.

Udinese-Bari 1-0: gioca Quadrado al posto di Isla a centrocampo mentre nei pugliesi propone Okaka unica punta. Padroni di casa che, nonostante il vento molto forte, partono all’attacco e protestano per un mano in area di Gazzi sul cross di Di Natale. Per parecchi minuti il Bari non esce dalla propria metà campo. Fuorigioco di Di Natale poco dopo e gol annullato al capocannoniere del torneo. Gli ospiti si fanno vedere con un tiro cross di Bentivoglio bloccato da Handanovic. Al 20′ Sanchez se ne va sulla destra e conclude verso la porta ma Gillet con un piede devia in angolo. Rischiano però i friulani quando Huseklepp supera un avversario e tira, Benatia tocca e sfiora l’autorete. Gillet si produce in una discesa sulla fascia dopo aver bloccato Quadrado. Pugliesi che perdono Belmonte per infortunio ed entra Rossi. L’Udinese attacca ma non punge ed il primo tempo si chiude a reti bianche. Riparte l’incontro con l’Udinese che attacca. Gillet mette in angolo un tiro di Quadrado poi, dal corner, Domizzi di testa alza la mira spedendo la sfera sulla traversa. Ci prova al 9′ Asamoah ma la conclusione è debole e Gillet blocca la palla. Ma è il Bari con Okaka che in due occasioni fa andare il Bari vicino alla rete. Pugliesi che meriterebbero il vantaggio rispetto ad un’Udinese opaca che concede parecchie azioni in contropiede. Quadrado e Ghezzal vengono ammoniti per spinte reciproche e quindi Bentivoglio per proteste. Arnero dalla distanza manda la palla distante dalla porta. Al 29′ però, dopo aver inserito Corradi da Guidolin, Parisi in takle mette giù Sanchez in area. E’ rigore che Di Natale realizza per il vantaggio friulano. Mutti ci prova inserendo Rivas e Rudolf. Ammonito Andrea Masiello per un fallo. Il Bari ci prova ma non riesce a bucare Handanovic. Di Natale, tra gli applausi, lascia il campo ad Abdi. Rudolf sfora il pareggio in conclusione di gara ma Handanovic con un suoer tuffo devia la sfera in corner. E’ l’ultima emozione di una sfida che lancia sempre più in alto l’Udinese.