L’Udinese guarda tutti dall’alto. Sorprese Cesena, Lazio e Lecce. Flop Sampdoria e Juventus.

di Franco Avanzini

Squadre in vacanza (ad eccezione di Inter e Palermo che giocheranno la finale di Coppa Italia a Roma) e calcio mercato che impazza con voci, più o meno vere, che si inseguono per poi sovrapporsi od addirittura esser smentite nel giro di qualche ora. Quale miglior momento quindi per dare i voti al campionato, squadra per squadra, dalla valutazione maggiore a quella inferiore. Al solito è solo una nostra idea e non vuole essere assolutamente preso come una Bibbia del calcio. Ennesimo motivo per regalare motivi di chiacchiera per i nostri fedeli lettori. Cominciamo, dunque.

Udinese voto 8.5: zero punti dopo quattro giornate e tutti a chiedersi perché il presidente Pozzo non esonerava Guidolin. Alla fine ha avuto ragione lui. Bel gioco, un Di Natale che ha fatto il bis nella classifica dei cannonieri, il lancio di Sanchez, giocatori sconosciuti diventati grandi (Benatia, Armero), altri che hanno decuplicato il loro valore (Inler). Grandi!

Cesena voto 8: destinato alla serie B da tutti fin dalle prime battute del torneo. Ci ha messo un pochino a carburare ma alla fine ha finito in crescendo con una serie di gare interessanti e soprattutto produttive. Parolo e Giaccherini sono il nuovo che avanza.

Milan voto 8: al primo colpo ha fatto centro e poco importa che la Champions sia scappata via presto. Allegri, giovane e bello, si è scolpito nella storia dei rossoneri un proprio monumento. In pochi ci credevano eppure, passo dopo passo, il Milan ha vinto rischiando pochissimo.

Napoli voto 8: la qualificazione diretta alla Champions è la ciliegina su una torta, rappresentata dall’intera stagione agonistica, in cui ha divertito, messo in mostra elementi di valore ed un bomber come Cavani che, solo a causa di una propria sciocchezza, non ha potuto combattere sino alla fine per la classifica cannonieri.

Lazio voto 7.5: il capolavoro di Reja. Una stagione incredibile dopo i grandi rischi di quella precedente. Addirittura prima nella prima parte della manifestazione, è scesa in graduatoria solo perché non tutti gli elementi (Hernanes in primis) hanno mantenuto costanza nelle giocate e nella forma.

Lecce voto 7.5: è stata l’impresa di De Canio nonostante una difesa colabrodo ed un attacco che sicuramente non poteva contare su un attaccante di razza. A suo merito pure  il lancio di Bertolacci in serie A ma anche, al contrario,  i litigi con Chevanton.

Parma voto 7: per i giocatori che poteva mandare in campo forse avrebbe dovuto fare di più, soffrendo meno. Purtroppo però non sempre uno più uno nel calcio fa due. Occorrono anche la fortuna e gli astri a proprio favore e forse, soprattutto quest’ultimi, in questa annata, non sono stati totalmente favorevoli.

Catania voto 6.5: ancora in serie A per un record che è stato battuto. Inizialmente pareva destinata a lottare sino alla fine per non retrocedere. L’arrivo di Simeone ha risolto molti grattacapi e solo nelle ultime gare la squadra è tornata ai limiti della zona pericolo.

Chievo voto 6.5: una delegazione di una città in serie A resta un evento. A questo punto non è più una novità ma una favola colma di nuovi episodi resta una grande bella cosa. Ha dimostrato che i pareggi, se si lotta per il minimo traguardo, servono eccome.

Roma voto 6.5: Totti è il simbolo e la squadra si è appesa alle sue capacità realizzative. Con Ranieri i giallo rossi sono naufragati, con Montella qualcosa di meglio è arrivato ma la lotta per il quarto posto l’ha vista sempre ai margini.

Cagliari voto 6: Donadoni ha fatto un grande lavoro dopo i disastri di Bisoli. La squadra ad un certo punto pareva avviata a lottare per l’Euro League salvo poi lasciarsi andare nelle ultime gare di campionato.

Genoa voto 6: la vittoria nei due derby e la parte sinistra della classifica per il 4′ anno consecutivo regalano la sufficienza alla squadra. Ballardini ha fatto meglio di uno spento Gasperini esonerato dopo Palermo. Adesso Preziosi vuole voltare pagina e costruire possibilmente una squadra che possa puntare all’Europa.

Inter voto 6: Benitez è stato un buco nell’acqua, Leonardo è servito per il rilancio. Stagione così, così. Champions persa troppo presto e campionato in cui solo marginalmente ha lottato realmente per lo scudetto. Resta la Coppa Italia, troppo poco per una big.

Bologna voto 5.5: tre punti di penalizzazione pesano per una formazione che vuole salvarsi. Peccato che, appena arrivati ai 40 punti, la formazione felsinea abbia mollato gli ormeggi rischiando di ripiombare in piena lotta retrocessione nelle ultime gare.

Fiorentina voto 5.5: l’Europa doveva essere il traguardo minimo ma la stagione non ha regalato soddisfazioni tranne esser risultata la record team di pareggi. Mihailovic ha lottato contro disavventure (Mutu) ed infortuni (Jovetic) che ne hanno minato le possibilità europee.

Palermo voto 5.5: Delio Rossi è un mito per la gente del Barbera. Quando fu esonerato, dopo il 7 a 0 contro l’Udinese, molti piansero. Al suo ritorno la gioia è tornata ma non i risultati che son rimasti mediocri.

Bari voto 5: ha la scusante dei tanti infortuni subiti. Ventura ad un certo punto non ha potuto contare su dodici titolari. Toglierli ad una grande sarebbe stato un dramma figuriamoci ad una piccola. Mutti poi è arrivato troppo tardi ma almeno ha portato qualche risultato in più.

Brescia voto 4.5: come il Bari non è mai uscito dai bassifondi della graduatoria. La società in questo caso si è data la zappa sui piedi quando ha esonerato Iachini per poi richiamarlo dopo un paio di gare. Eppure contava su un goleador come Caracciolo.

Juventus voto 4: dopo 20 anni guarderà l’Europa dal divano di casa. Stagione fallimentare su tutti i fronti. Pure l’Euro League non ha regalato soddisfazioni. Ancora una volta Delneri ha fallito sulla panchina di una ‘grande’.

Sampdoria voto 3: cosa non fare se si vuol diventare presidente di una squadra di calcio. Prendere ad esempio Garrone e fare l’esatto contrario. Tra gli errori: la cessione di Pazzini, la sostituzione di Pazzini, il cambio del tecnico Di Carlo con un Cavasin che parlava di se come il nuovo Messia del calcio.

 

 

 

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