L’EDITORIALE- Milan, Donnarumma: oltre ai milioni servono umiltà e lavoro

editoriale- milan, donnarummaMILAN, DONNARUMMA- Nuovo caso Donnarumma, nuovo punto interrogativo in casa rossonera. Oggi abbiamo analizzato la nuova situazione legata al portiere del Milan. Gattuso e la società hanno smentito tassativamente eventuali problematiche legate al contratto dell’estremo difensore.

MILAN, DONNARUMMA: RAIOLA VUOLE DISDIRE GLI ACCORDI

Come anticipato in mattinata, Mino Raiola vorrebbe disdire gli accordi stipulati in estate. Lo stesso Donnarumma avrebbe affermato che la firma sul suo contratto sarebbe arrivata dopo pressioni e obblighi societari. Un’imposizione a 6 milioni di euro netti a stagione? Un’imposizione da 1 milione di euro all’anno per il fratello Antonio? Conosciamo Raiola, e giustamente è insensato condannarlo e processarlo per il suo atteggiamento. Ognuno pensa ai propri interessi. Raiola non rappresenta il Milan e nessuna società, quindi è normale tiri l’acqua al proprio mulino.

Ciò che fa strano e fa storcere il naso è l’atteggiamento di Donnarumma. Prima vago, poi firma sul contratto e dichiarazione d’amore nei confronti del Milan. Ora nuovamente vago, quasi a sottolinerare l’ennesimo punto interrogativo sul suo futuro. Forse, ora come ora, dovrebbe essere il Milan a porsi delle domande su Donnarumma e non il contrario. Con tutto il rispetto per il numero 99 rossonero, il Milan ha una storia e una tradizione da mantenere. Una tradizione ammirata e rispettata in tutto il mondo. Spetta allo stesso Donnarumma valutare il da farsi. Al Milan si resta senza troppi punti interrogativi e senza troppe domande. Umiltà, lavoro e costanza. Donnarumma dovrebbe pensare più al campo e meno al contratto.

La sensazione è che, nel calcio di oggi, dopo 5 partite da protagonista ci si sente automaticamente dei fenomeni e dei fuoriclasse intoccabili. Donnarumma resta il prospetto italiano con maggiore potenzialità di crescita, ma è ora che prenda una decisione definitiva. O il Milan, o Raiola…anche perchè, la loro compatibilità sembrerebbe essersi ridotta ormai ai minimi termini.