Una città in crisi: Torino. Del Neri sulla griglia, Lerda richiamato. Agnelli al bivio, Cairo all’addio.

di Franco Avanzini

Torino capitale dell’auto ma non certo capitale del calcio. C’era una volta, come ogni buona favola si comincia sempre così, una città che aveva due squadre in serie A, Juventus e Torino, che vinceva scudetti a valanga oppure che regalava dieci undicesimi alla Nazionale italiana.

Anni passati, anni felici, anni in cui anche il boom economico aveva lanciato l’azienda automobilistica italiana per eccellenza, la Fiat, ad essere orgoglio per una nazione intera. Poi sono arrivate le prime crisi, qualche intoppo burocratico e qualche piccola o grande, che dir si voglia, caduta di stile.

Certo la Juventus è sempre rimasta in serie A, tranne una parentesi di serie B ma non ha più quella continuità di risultati che ne facevano l’assoluta e, quasi, incontrastata dominatrice in campionato ed in Europa. Il Torino, povero lui, invece è caduto in serie B da alcune stagione e chi si attendeva una pronta risalita nel gotha del calcio, bé è rimasto sicuramente deluso.

Oggi entrambe le società sono in crisi. Da una parte c’è una tifoseria che invoca a Conte come allenatore, rimpiangendo i fasti della famiglia Agnelli dopo essere passata per le mani di Cobolli Gigli che, almeno, ha avuto il merito, ma con quella squadra sarebbe stato quasi impossibile, di riportar la Vecchia Signora in serie A. Non ci sono più i vari Secco o Blanc, dirigenti che, in pratica, hanno pagato per tutti alcune indecisioni gestionali. Adesso sono arrivati Marotta ed il fido Del Neri che però non riescono a costruire una squadra da altissima classifica, ed, anzi, rischiano di vedere, il prossimo anno, dalla poltrona di casa l’Europa, tutta e non solo quella che conta.

Sull’altra sponda ecco Cairo, benedetto presidente, che ha sempre avuto contatti diretti con parecchi tifosi ma che, oggi, probabilmente avrebbe voluto dare il proprio numero di cellulare a meno persone per non ricevere insulti. Ha richiamato il tecnico Lerda, dopo due sole panchine in cui la squadra era stata affidata a Papadopulo, entrambe perse ed ha ammesso che, a fine stagione, lascerà (ma a chi? visto che nessuno si è fatto ancora avanti) la società. Ed intanto anche i suoi tifosi non sono molto tranquilli, contestano, ululano e protestano contro una dirigenza che ha fatto ed ha disfato a proprio piacimento.

Due situazioni paradossali per un futuro incerto: i bianconeri con un Del Neri certo di restare almeno per un’altra stagione ma che probabilmente potrebbe ricevere il benservito alla fine di questa ed i granata che, anche per quest’anno a meno di un vero e proprio miracolo, non potranno cullare sogni di serie A dovendosi preparare ad un’altra stagione sui campi di periferia.

Torino capitale dell’automobile e del calcio, quella Torino, per il momento, è defunta. Servirà un risveglio in tutti i campi se non si vorrà finire definitivamente ai margini del calcio che conta lasciando alle altre città la gioia di divertirsi e vincere.

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