Tifosi della Sampdoria sul piede di guerra. Scritte oltraggiose al Mugnaini. Intanto la società conferma Cavasin.

di Franco Avanzini

All’inizio della stagione tutti puntavano su una Sampdoria da Champions. Il Werder Brema aveva estromesso la squadra, allora di Di Carlo, dalla massima competizione ma i tifosi erano fiduciosi. A distanza di sette mesi, la situazione è mutata notevolmente. La squadra sta disperatamente lottando per non retrocedere, ha cambiato tecnico passando ad Alberto Cavasin quattro turni fa, ha perso le ultime cinque gare interne (Genoa, Inter, Cesena, Parma e Lecce) e la tifoseria, dopo una domenica all’insegna del ‘stiamo vicino ai ragazzi’, hanno cominciato a dar segni di tensione.

Sulla porta d’ingresso del campo d’allenamento Mugnaini a Bogliasco, sono apparse scritte minacciose nei confronti della società cui viene chiesto, senza mezzi termini, di tirar fuori gli attributi e caricare i giocatori. Intanto sui siti blucerchiati gli Ultras sembrano quasi rassegnati alla serie B, se la prendono con la società capace a gennaio di lasciar partire sia Cassano che Pazzini senza rimpiazzarli a dovere ma anche gli stessi giocatori, autori pure di un video in cui cercavano di compattare tifoseria, società e giocatori, vengono bersagliati di mancato attaccamento alla maglia. Il tutto alla vigilia di una partita non certamente agevole, a San Siro, contro la capolista Milan. Una sfida in cui solo pochi incalliti ottimisti sperano di non perdere.

Frattanto il presidente Garrone ha spiegato che, anche nel caso di retrocessione, la sua famiglia resterà a capo della Sampdoria e che Cavasin, clamorosamente si è auto lodato dicendo di aver già fatto cose buone nel suo periodo genovese (ma quali?), resterà sino al termine della stagione.

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